Sensazione e percezione

PERCEZIONE


La nostra percezione della realtà non corrisponde alla realtà esterna, non c’è corrispondenza (ricordate il gioco dei nove punti?)

Distinzione sensazione – percezione:

SENSAZIONE
esperienza prodotta dalla stimolazione dei cinque sensi.


Si tratta di informazioni sensoriali che provengono dal rapporto del nostro corpo con la realtà esterna o con la realtà interna (modificazioni fisiologiche del corpo).
Il rapporto tra noi e il mondo esterno è “mediato” dal nostro corpo e quindi dagli organi di senso. Possiamo avere sensazioni visive, uditive, tattili, olfattive, gustative.

PERCEZIONE
processo di interpretazione e rielaborazione degli stimoli sensoriali.


Siccome la percezione è un processo in cui l’organismo è attivo, perché rielabora le informazioni provenienti dai sensi, allora può essere influenzata da variabili di tipo soggettivo, ad esempio: linguaggio, personalità, contesto sociale…

La percezione coinvolge:

1) gli organi di senso;
2) processi di elaborazione mentale: selezione degli stimoli, collegamento tra stimoli diversi, memoria…

Siccome la percezione è un processo di interpretazione della realtà, a volte può nascondere anche certi aspetti della realtà.
Infatti:

a. i nostri “recettori sensoriali” ci forniscono solo certi tipi di sensazioni. Ad esempio, l’orecchio umano percepisce solo un certo tipo di suoni, così come l’occhio umano percepisce solo una determinata gamma di colori.
b. La nostra mente funziona in un certo modo e quindi percepiamo le cose anche in maniera diversa da quelle che sono in realtà.

A questo proposito, esaminiamo i meccanismi del nostro funzionamento mentale.


MECCANISMI DI FUNZIONAMENTO MENTALE:

1. Tendenza a percepire in termini di figura – sfondo.
Per percepire qualcosa, abbiamo bisogno di una figura e di uno sfondo. Più la figura contrasta con lo sfondo, più la percepiamo nitidamente.
Esempio: fig. 3.3, p 65: lettere chiare come figura e sfondo nero come sfondo.

2. Tendenza a interpretare la realtà in tre dimensioni.
Quando percepiamo qualcosa di “piatto”, come se fosse disegnata su un foglio di carta (quindi su due dimensioni), noi la percepiamo come se fosse in profondità (quindi in tre dimensioni).
Perché? Perché il nostro occhio percepisce le cose in un contesto in cui sono presenti degli indizi di profondità.
Cosa sono gli indizi di profondità?
2.A . i GRADIENTI = passaggi graduali tra
* livelli diversi di intensità di chiaro scuro (gradienti chiaroscurali: figure 3.10 e 3.11 di p. 67)
o di colore;
** diversa densità di elementi, come delle linee, ad esempio (gradienti di densità: figure 3.8 e 3.9 p. 66)

2. B . Deformazione prospettica delle forme: l’inclinazione delle linee viene percepita come indizio di profondità (figura 3.12, p. 67).

2. C. Sovrapposizione parziale delle forme: quando due figure vengono sovrapposte, si sviluppa l’idea di profondità (figure 3.13 e 3.14).

3. Tendenza ad organizzare gli stimoli in forme.
Quando guardiamo un insieme di oggetti, li percepiamo in maniera unitaria, come se fossero parte di una stessa unità.
Si parla in questo caso di leggi di organizzazione formale. Queste leggi sono state scoperte dagli psicologi della Gestalt (forma, in tedesco) agli inizi del Novecento.

LEGGI DI ORGANIZZAZIONE FORMALE

3. A. Legge della pregnanza o della buona forma = tendiamo ad organizzare gli elementi in un’immagine che abbia una forma semplice, stabile e simmetrica (pregnante) (figure 3.15 e 3.16 di p. 68);

3. B. Legge della vicinanza: gli elementi vengono raccolti in base alla loro distanza minima (figura 3.17, p.68);

3. C. Legge della simmetria: a volte, invece che organizzare elementi sparsi in base alla minima distanza, si organizzano in basa alla loro organizzazione simmetrica. In altre parole, se sono simmetrici, allora si percepiscono come se fossero un’unica immagine.

3. D. Legge della somiglianza: quando ci sono molti elementi, questi vengono percepiti come un’unica immagine in base al fatto che hanno colore, forma o dimensione simili.

3. E. Legge della chiusura = anche se ci sono linee incomplete, noi percepiamo in insieme di linee come se fossero un’unica figura.

4. Tendenza a percepire delle costanti = interpretiamo stimoli diversi come se fossero simili tra loro, come se fossero parte di una stessa “sostanza”.
Ad esempio: quando guardiamo qualcuno che cammina, in realtà le immagini che colpiscono la nostra retina sono diverse. Noi però riusciamo a dire che è sempre la stessa persona che cammina.

Costanza di grandezza = continuare a pensare che due cose oggettivamente diverse per grandezza continuano ad essere diverse anche se apparentemente, nella nostra percezione, hanno la stessa grandezza (esempio della matita e dell’aereo);

Costanza di forma = continuiamo a pensare che un oggetto abbia sempre la stessa forma anche se lo vediamo da posizioni diverse;

Costanza di colore = continuare a pensare che un oggetto abbia sempre uno stesso colore anche se è più o meno illuminato.
(Figura 3.21 p. 69).

La percezione

Un caloroso saluto a tutta la 1t.
Cominciamo il nostro viaggio nei meccanismi cognitivi partendo dal materiale presente sul vostro libro.

Innanzitutto parliamo dei PROCESSI COGNITIVI.
Cosa sono i processi cognitivi? Sono quei processi mentali che sono alla base della conoscenza. I processi cognitivi hanno a che fare quindi con la conoscenza del mondo esterno (=ambiente in cui viviamo) e con il nostro mondo interno.
I processi cognitivi che studieremo sono:
* percezione;
* memoria;
* apprendimento;
* pensiero;
* linguaggio.

Studiare i processi cognitivi significa associare il funzionamento della mente al funzionamento di un computer.

Ci sono degli input (= dati in entrata)
C'è un sistema di elaborazione dei dati(i processi cognitivi visti in precedenza)
Ci sono degli output (= dei dati in uscita).

La mente va distinta dal cervello.
Se il cervello lavora su meccanismi fisiologici ed anatomici, la mente lavora su rappresentazioni simboliche.
Per continuare l'analogia con il computer: il cervello è l'hardware (=l'insieme di componenti fisiche -monitor, stampante, tastiera, schede di memoria - che lavorano all'interno del pc); la mente invece è il software (=l'insieme dei programmi che consentono alle varie parti fisiche di interagire tra di loro).
Gli psicologi studiano la mente.
I neurofisiologi studiano il cervello.
Psicologi e neurofisiologi, comunque, lavorano insieme per comprendere sempre megli come lavorano mente e cervello.

Il primo argomento che tratteremo è quello dell'attenzione.

Definzione di attenzione.
La definizione che il vostro libro dà di attenzione è la seguente:
"l'attenzione consiste nella messa a fuoco di una parte circoscritta del nostro mondo percettivo per un periodo limitato di tempo".
In altre parole, l'attenzione è la "delimitazione dei processi cognitivi svolti in un dato momento".
Possiamo immaginare l'insieme di tutte le sensazioni (visive, sonore, tattili, olfattive, gustative) che possiamo provare come un flusso continuo. Per dare ordine a questo flusso la nostra mente:
* seleziona i dati ingresso, escludendo alcune informazioni in arrivo;
* concentra la sua attività su quella "fetta" di dati che si è selezionata.

Il vostro libro fa degli esempi: studiare e ascoltare musica; parlare con il nostro vicino e contemporaneamente ascoltare i discorsi di un altro gruppo di persone.
Sapreste fare altri esempi?

Per riassumere: fare attenzione a qualcosa implica la selezione e la concentrazione.

Perché è difficile fare attenzione a due cose contemporaneamente?
Quando facciamo attenzione, utilizziamo dell'energia mentale. L'energia mentale a disposizione non è infinita, quindi non possiamo sfruttarla tutta in un unico momento...
Inoltre quando facciamo attenzione a qualcosa utilizziamo sempre gli stessi meccanismi. Se quardo un film alla tv è molto difficile che possa navigare su internet, perché tutte e due le attività coinvolgono l'apparato visivo.


Nonostante ciò, a volte, riusciamo a fare attenzione a più cose contemporaneamente.
Come mai, secondo voi?

Perché alcune attività diventano automatiche, con il passare del tempo.

Quando svolgiamo un'attività che è diventata automatica, non dobbiamo più concentrare tutta la nostra attenzione su quella attività e possiamo svolgerne delle altre.

Esistono quindi dei processi automatici.
Che caratteristiche hanno?
1. si possono attivare da soli quando si presentano certi stimoli.Il vostro libro fa l'esempio della lettura...sapreste fare altri esempi?

2. una volta che impariamo a fare qualcosa in maniera automatica, non riusciamo a spiegare come lo facciamo...

3. le attività automatiche, una volta imparate, si modificano molto difficilmente.


L'attenzione riguarda:
a.l'attivazione del sistema nervoso (= adattamento dei recettori sensoriali - occhi, orecchie...);
b. coinvolgimento del corpo (=tensione muscolare).


Qual'è l'origine dell'attenzione?
1. caratteristiche legate allo stimolo;
2. caratteristiche legate alla persona.


LAVORO INDIVIDUALE
Quali sono le caratteristiche legate allo stimolo?

Quali sono le caratteristiche legate alla persona?

RISPONDERE ATTRAVERSO UN COMMENTO A QUESTO POST...



SENSAZIONE E PERCEZIONE

Il punto cruciale è che quello che noi percepiamo è una elaborazione della realtà, e non la realtà stessa.

SENSAZIONE = esperienza prodotta dalla stimolazione di uno dei cinque sensi

PERCEZIONE = processo di interpretazione ed elaborazione della sensazione.



Questa presentazione ci può aiutare, anche se è pensata per degli universitari...

Concetti per la verifica del 18

Concetti principali
Prima Infanzia (0-2 anni)
LO SVILUPPO SECONDO PIAGET
Piaget si è occupato dello sviluppo dell'attività cognitiva.
Attività cognitiva = ogni processo psichico che ha a che fare con il pensiero e la conscenza;
Per Piaget i bambini costruiscono attivamente le loro conoscenze.Come fanno? Attraverso l'elaborazione di schemi mentali.
Schemi mentali= rappresentazioni mentalgli degli elementi di base di un evento, una situazione, un oggetto, una persona e delle relazioni tra loro. Lo schema mentale non è una copia esatta della realtà. E' un modo di oganizzare l'esperienza che si è fattanel passato per comprendere le esperienze successive.
All'inizio gli schemi sono semplici (esercizio di riflessi) poi diventano sempre più complessiGli schemi si perfezionano continuamente in base alle esperienze.

Gli schemi sviluppano in base a due processi:
1) ASSIMILAZIONE = quando incorporiamo o assimiliamo le nuove esperienze in base agli schemi che possediamo.
Nell'assimilazione, gli schemi non cambiano: sono le esperienze che si modellano sugli schemi.Esempio: bambino di pochi mesi
che afferra un oggetto nuovo e lo porta alla bocca;l'afferrare e il portare alla bocca sono movimenti già acquisiti che
vengono però applicati ad un nuovo oggetto.
2)ACCOMODAMENTO = quando adattiamo o accomodiamo gli schemi posseduti in relazione ad ogni singola e nuova esperienza. In
questo caso, i nostri schemi cambiano. Sono gli schemi che si adattano alle nuove esperienze.Esempio: il bambino dell'esempio
precedente dovrà modificare la modalità di presa (schema acquisito) se l'oggetto che vuole prendere è difficile da afferrare.

STADI DELLO SVILUPPO COGNITIVO.
1) STADIO SENSO MOTORIO (DALLA NASCITA AI 2 ANNI)Il bambino sperimenta il mondo tramite i sensi e le azioni.Elementi fondamentali dello sviluppo:- esercizio dei riflessi;- esercizio delle reazioni circolari;- permanenza dell'oggetto;- angoscia di fronte agli estranei.
2) STADIO PREOPERATIVO (DAI 2 AI 6 ANNI)Il bambino è in grado di rappresentare mentalmente le cose con le parole ma non usa la logica.Elementi fondamentali dello sviluppo- capacità rappresentativa;- imitazione differita;- combinazioni mentali;- pensiero simbolico;- pensiero unidirezionale o irreversibile;- egocentrismo;- realismo;- animismo;-artificialismo;- finalismo;
3) STADIO OPERATIVO CONCRETO (DAI 7 AI 11 ANNI)Il bambino pensa in modo logico di fronte ad eventi concreti, sa cogliere analogie concrete e esegue operazioni logiche.
Elementi fondamentali dello sviluppo- pensiero reversibile;- induzione;- conservazione;- seriazione;- classificazione;- operazioni matematiche;- senso dei rapporti euclidei;- valore della prospettiva;- frazioni.
4) STADIO OPERATIVO FORMALE (DAI 12 ANNI IN POI)L'adolescente cominicia a ragionare formalmente.
Elementi fondamentali dello sviluppo- ragionamento ipotetico deduttivo;- passaggio dal reale al possibile;- soluzione sistematica dei problemi.


LO STADIO SENSOMOTORIO
Nello stadio sesnsomotorio il bambino sperimenta il mondo attraverso le esperienze sensoriali e motorie.All'inizio le azioni sono di tipo riflesso.Tra le azioni compiute dal bambino sono importanti le REAZIONI CIRCOLARI.
REAZIONI CIRCOLARI= azioni da cui il bambino ricava soddisfazione e che quindi vengono ripetute.
REAZIONI CIRCOLARI PRIMARIE = azioni che il bambino indirizza verso il proprio corpo;esempio: il bambino succhia il proprio
dito.
REAZIONI CIRCOLARI SECONDARIE = azioni che il bambino rivolge verso l'ambiente esterno; esempio:il bambino succhia il
ciucciotto;
REAZIONI CIRCOLARI TERZIARIE = il bambino comincia ad usare gli oggetti per raggiungere degli scopi.
Il periodo senso motorio si divide in 6 sottostadi.
1) 0-2 mesi.Il bambino entra in relazione con il proprio corpo.
2) 1-4 mesiReazioni circolari primarie: tra i primo e il quarto mese di vita il bambino sviluppa le reazioni circolari primarie ovvero
la ripetizione di un'azione casuale per ritrovarne gli effetti gradevoli. L'esempio è la suzione del dito, trovandola
piacevole il bambino la ripete per lunghi periodi.
3) 4-8 mesiReazioni circolari secondarie: tra il quarto mese e l'anno di vita il bambino orienta i suoi comportamenti verso l'ambiente
esterno cercando di afferrare e muovere gli oggetti e osserva i risultati delle sue azioni. Agitando un sonaglio provoca dei
rumori piacevoli e cerca di ripetere l'azione per riprodurre il suono.
4) 8-12 mesiReazioni circolari differite:tra gli 8 e i 12 mesi il bambino è in grado di riprendere un'azione su un oggetto dopo averla
interrotta
5) 12-18 mesiReazioni circolari terziarie: dai 12 ai 18 mesi. Consistono nello stesso meccanismo descritto in precedenza ma effettuato con
variazioni. Ad esempio afferrare e battere un oggetto contro superfici diverse. In questa fase il bambino inizia a
comprendere la permanenza degli oggetti mentre nelle fasi precedenti se l'oggetto non è in vista "non esiste".
6) 18-24 mesiDopo i 18 mesi il bambino sviluppa la capacità di immaginare gli effetti delle azioni che sta eseguendo, di eseguire e descrivere azioni differite o oggetti non presenti nel suo campo percettivo, di eseguire sequenze di azioni come per esempio appoggiare un oggetto per aprire la porta, cominciano inoltre i primi giochi simbolici, il "fare finta di…".

PERMANENZA DELL'OGGETTO = quando il bambino cerca un oggetto anche se non li ha visti nascsondere, significa che ha acquisito
uno schemo importante, quello della permanenza dell'oggetto. Se prima l'oggetto esisteva solo quando era di fronte al
bambino, ora esiste anche quando non si vede.

GIOCO SIMBOLICO E IMITAZIONE DIFFERITADai 18 ai 24 mesi i bambini imparano a giocare in maniera simbolica, cioè utilizzano oggetti di uso comune come se fossero
simboli di altri oggetti. Ad esempio: usare una banana come simbolo di un telefono.Nell'imitazione differita (=imitazione a distanza di tempo) il bambino riproduce delle azioni che ha visto compiere in momenti precedenti.

LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO.Per imparare il linguaggio esiste un periodo critico a livello biologico, che è quello tra i 9 e i 24 mesi.Però per imparare a parlare serve anche un ambiente stimolante.
Imparare a parlare implica la conquista di tre capacità fondamentali:
1) capacità di usare gli organi legati al linguaggio: laringe, lingua, cavità orale (aspetto motorio del linguaggio);
2) capacità di comunicare in maniera intenzionale (aspetto comunicativo del linguaggio);
3) capacità di usare simboli (aspetto cognitivo del linguaggio).

FASI DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
1) 0-3 MESI. Pianto e gorgoglii2) 3-6 MESI. Vocalizzazioni. Può riprodurre i suoni che ha emesso3) 6-9 MESI. Lallazione. Per lallazione si intende il processo di emissione dei suoni tipici dei bambini che non sanno ancora
parlare.4) 9-13 mesi. All'età di circa nove mesi il bambino inizia a pronunciare le prime sillabe (p.e. ma-ma ta-ta o la-la); in
seguito impara ad associare ai suoni emessi concetti dapprima semplici e via via sempre più complessi. Al termine di questa
fase il bambino è in grado di esprimere concetti astratti e di richiedere cibo o cure accoppiando parole semplici, come
«mamma pipì» che indica la necessità di essere cambiato o di andare ad espletare i propri bisogni fisiologici. L'inizio dell'attività espressiva con suoni varia molto da individuo ad individuo e non deve preoccupare se inizia con
ritardo o si prolunga per qualche mese più del dovuto. 5) 13-20 mesi. Uso della "frase telegrafica": il bambino abbina due parole condensando il significato di un'intera frase.6) dopo i 20 mesi. Si verifica un arricchimento sempre più veloce del lessico (= le parole conosciute).
Motherese = forma di linguaggio usato dall'adulto per parlare con i bambini piccoli. Si caratterizza per un essere un
linguaggio molto semplice e per l'uso di un'intonazione accentuata.

ACQUISIZIONE DEL CONCETTO DI SE'
Coscienza di sé
Concetto di sé
Genere
Ruolo sessuale
Stereotipizzazione dei ruoli sessuali
Identità sessuale
Stabilità di genere
Costanza di genere
SVILUPPO DELL'EMOTIVITA'
Intelligenza emotiva
Competenze emotive del neonato
Pianto
Sorriso
Attaccamento
Fasi dell'attaccamento
Angoscia da separazione
Paura dell'estraneo
Tipi di attaccamento
SVILUPPO COGNITIVO NELLA SECONDA INFANZIA
Stadio preoperatorio
Sviluppo della rappresentazione grafica: schema p.55
Pensiero Irreversibile
Egocentrismo
Realismo
Artificialismo
Animismo
Finalismo

Cielo e terra


Drive Home
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Bene, venerdì dovrei finire di interrogare tutti quanti...

La seconda t

Ecco una presentazione sullo sviluppo cognitivo visto da Piaget.

Notizie per la prima T

Eccoci qui...c'è ancora molto da fare, e da studiare.
Ecco una presentazione su "Emozioni e Motivazioni".

Saluto inaugurale.

Eccoci qui.
Classe prima? Classe seconda? Ci siete?
Bene: possiamo cominciare.
Le ragazze di prima hanno fatto la loro prima verifica. Tutto sommato, non è andata male. Anzi: è andata proprio bene. Lunedì darò i voti definitivi e interrogherò chi si vuol fare interrogare.

Le ragazze e i ragazzi di seconda si stanno invece preparando per la loro prima verifica.
Speriamo vada tutto bene...
A presto e buon lavoro.